Questo comportamento del cane, sicuramente fastidioso, ha fatto nascere presso alcune culture, la convinzione che il cane sia un animale impuro. In realtà esso può essere sia funzionale che patologico.

Gli escrementi di animali erbivori, molto ricchi di fibre e di elementi vegetali parzialmente digeriti, suscitano il desiderio del cane e la loro ingestione non ha niente di anormale.

Al contrario, il problema dell’ingestione di feci di cani, resta in parte sconosciuto, anche perché è stato studiato ancora troppo poco. Nel periodo infantile l’esplorazione e la conoscenza avviene soprattutto attraverso la bocca e dunque il cucciolo è portato ad ingerire le feci di altri cani. C’è da dire poi che le feci di cani che ricevono un’alimentazione iperproteica, ricche di ammine biogene, possono risultare appetitose ai loro simili. Ma la coprofagia non è l’unica manifestazione strana. Infatti alcuni cani ingeriscono una parte di escrementi e si rotolano in quello che resta, con lo scopo di impregnarne il pelo del collo e della parte posteriore delle orecchie: sono queste infatti le zone che i cani esplorano a vicenda quando vengono a contatto. Si potrebbe ipotizzare che il cane mascheri il proprio odore per modificare anche il proprio contatto sociale.

L’auto coprofagia è il fenomeno del cane che mangia i propri escrementi. Se in un cane giovane questo fenomeno può essere considerato normale, il persistere di esso è segno di una patologia grave, non imputabile ad uno squilibrio metabolico, come si pensava in passato, ma molto probabilmente ad una sindrome da separazione, e, ancora di più ad uno stato di depressione. Il proprietario di un cane auto coprofago dovrà subito consultare un veterinario.

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