Milano, 27 marzo 2020

In riferimento alla nota del Ministero della Salute del 18 marzo u.s., si richiede la possibilità di avere un ulteriore chiarimento in merito al trasporto animali in particolare alla “movimentazione dei cuccioli “.

Se, nelle “esigenze connesse alla salute ed al benessere degli animali”, di cui alla nota ministeriale, è ravvisabile la fattispecie di consegna dei cuccioli degli allevatori ai nuovi proprietari.

Facendo, infatti, riferimento a quello che scientificamente è riconosciuto essere il periodo ottimale (compreso tra i 60 ed i 90 giorni) per la separazione del cucciolo dalla cucciolata ed il conseguente inserimento nella nuova famiglia, il problema psicologico di base connesso alla mancata socializzazione extra specifica ed alla incompleta stimolazione ambientale per impossibilità di inserire il cane nel nuovo contesto famigliare nella finestra temporale corretta, potrebbe portare a problematiche comportamentali non risolvibili in una fase successiva e che andrebbero a compromettere sia la futura vita dei cani da compagnia che quella dei cani destinati al lavoro o ad attività di servizio.

Per quanto gli allevatori stiano facendo il possibile per sopperire ad alcune di queste lacune attraverso un lavoro domestico, questo, per quanto accurato, non può sostituire il contesto ambientale (e lavorativo nel caso di cani di servizio), rappresentato dal nuovo nucleo familiare.

Si richiede pertanto se le “esigenze connesse alla salute ed al benessere degli animali” possano includere la movimentazione, opportunamente documentata, di cuccioli ceduti dagli allevatori a terzi, con consegna a domicilio da parte dell’allevatore oppure mediante servizio di trasporto autorizzato conto terzi.

Inoltre, da una lettura dei vari DPCM che si sono susseguiti rileviamo sia nel DPCM 9/2019 che nel DPCM 22/03/2020 e confermato anche nel decreto MISE del 25/03/2020 vengono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali ad eccezione delle attività con codice:

ATECO 01 – Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali.

Quindi, con il codice ATECO 01 è da ritenersi che siano autorizzati tutti i sottocodici relativi al settore.

L’attività di allevamento e quindi alla vendita dei prodotti allevati, svolta per lo più da imprenditori agricoli e Coltivatori diretti, è da collocare con:

DENOMINAZIONE ATECO: ALLEVAMENTO DI ALTRI ANIMALI NCA

CODICE ATECO: 01.49.90

DESCRIZIONE:

  • allevamento e riproduzione di animali semi-addomesticati: volatili (escluso il pollame), insetti
  • attività di vivai di vermi, molluschi da terra, lumache eccetera
  • allevamento e riproduzione di animali da compagnia (esclusi i pesci): gatti e cani, volatili, come pappagalli, criceti eccetera.

 

Pertanto l’attività dell’allevatore non è da considerarsi “commercio al dettaglio”, né “commercio all’ingrosso”. Per contro sembrerebbe rientrare tra le attività agricole che, in atto, non sono state sospese.

La possibilità per i nostri allevatori di cedere i propri cani alle famiglie, che ne hanno fatto richiesta, potrebbe consentire il sostentamento di un settore che, in una situazione di grande difficoltà come quella attuale, richiede ogni iniziativa utile.

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